Cassazione Civile, Sezione II, 21 marzo 2011, n.6412
Presidente dott. Triola Roberto Michele, Relatore dott. Carrato Aldo

In materia di impugnazione delle delibere assembleari, al di là della forma per chiamare in giudizio il convenuto ammissibile nella materia in discorso per l’instaurazione del processo di primo grado, la forma di impugnazione della sentenza emessa all’esito del giudizio di prime cure in base alla disposizione di carattere generale prevista dall’art. 342 c.p.c., è costituita dalla citazione, salvo l’espressa previsione di una diversa modalità.

Pertanto, non essendo contemplata nella materia in questione una forma di impugnazione della sentenza di primo grado diversa dalla citazione e non potendosi qualificare il rito adottato in tale grado come un rito speciale, in virtù dell’applicazione della norma generale sancita dall’art. 342 c.p.c., l’appello deve essere formulato con atto di citazione.

Se l’appello viene proposto con ricorso nei procedimenti nei quali, in base al principio di cui all’art. 342 c.p.c., deve essere proposto con citazione, ai fini della “vocatio in ius”, vale la regola della conoscenza dell’atto da parte del destinatario, con l’effetto che se, erroneamente, l’impugnazione, anziché con citazione, venga proposta con ricorso, per stabilirne la tempestività occorre aver riguardo non alla data di deposito di quest’ultimo, ma alla data in cui lo stesso risulta notificato alla controparte unitamente al provvedimento del giudice di fissazione dell’udienza